L'Usucapione e la Mediazione

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La mediazione è uno strumento deflativo del contenzioso. Si tratta di un istituto abbastanza recente, dal momento che ha fatto il suo ingresso nel nostro ordinamento nel 2010, per poi essere riformato nel 2014.

La mediazione consente di mettere in contatto le controparti davanti ad un organo terzo, il mediatore, che permetta loro, attraverso il dialogo, di risolvere la controversia sorta fra loro.

In alcune materie caratterizzate da un contenzioso particolarmente violento o accentuato, esperire il procedimento di mediazione è obbligatorio. Per esempio, nella materia del condominio, dei diritti reali o delle successioni ereditarie.

Il procedimento

Il procedimento è molto semplice: basta proporre una istanza ad un Organismo di Conciliazione accreditato (ve ne sono presso gli ordini professionali, le Camere di Commercio o altri autonomi).

L’Organismo provvederà a convocare le parti e a nominare un mediatore il quale sarà incaricato, appunto, di coadiuvare le parti nella ricerca di una soluzione transattiva al loro problema. Il mediatore non è un giudice e non giudica. Non agisce secondo il diritto, ma secondo il buon senso e la sua esperienza professionale. Il mediatore non ha bisogno di visionare tutta la documentazione che verrebbe prodotta in giudizio e gli atti riguardanti la mediazione non necessitano di complesse motivazioni in diritto.

E’ sufficiente che le parti contestualizzino la loro lite e indichino i loro punti di ragione. Tutto ciò che viene detto in mediazione rimane riservato e non può essere riportato nell’eventuale causa di merito.

A questo punto, durante il promo incontro e dopo che il mediatore ha fornito ogni informazione sul procedimento, le parti possono decidere se attivare il procedimento effettivo o meno: nel primo caso la mediazione si svolgerà con incontri successivi e, auspicabilmente terminerà con la stesura di un accordo avente valore di titolo esecutivo.

Nel secondo caso, la condizione di procedibilità in caso di mediazione obbligatoria si riterrà comunque avverata. Significa che, se anche la mediazione non fosse stata svolta perché, per esempio, non vi erano sin dall’inizio margini di trattativa, sarà comunque possibile iniziare la causa che ha dato origine a quel procedimento.

La mediazione ha un costo relativamente alto: il contributo per aderirvi, infatti, viene calcolato in base a scaglioni di valore, come avviene per il contributo unificato. L’importo è solo leggermente più basso. Ciò nonostante, il procedimento di mediazione, se ha esito positivo, è comunque da considerare vantaggioso dal momento che comporta notevoli sgravi fiscali e l’esenzione dall’imposta di registro.

Perché è importante parlare di mediazione anche in questa sede?

Per prima cosa, in molte materie di contenzioso immobiliare questo procedimento è obbligatorio. E poi la mediazione può essere utilizzata per riconoscere in via stragiudiziale la maturazione dell’usucapione.
Non è necessario imbastire una causa per vedersi dichiarare proprietari di un fondo a seguito di usucapione: basta convenire in mediazione l’ex proprietario che risulta dai registri catastali e riconoscere in questa sede l’avvenuta maturazione del diritto.

E’ sufficiente, quindi, che il precedente proprietario presenzi in mediazione, acconsenta e, alla presenza di un notaio e al medesimo incontro, potrà essere prodotto un verbale di conciliazione soggetto a trascrizione a favore del nuovo proprietario.
E’ bene fare una accurata indagine preliminare circa i proprietari usicapiti: se dovessero essere più di uno è fondamentale convocarli tutti. Per esempio, se si tratta di usucapione di uno spazio che era di proprietà di un condominio, tutti i condomini dovranno essere chiamati a prendere parte alla mediazione, tutti dovranno sottoscrivere il verbale.

La conseguenza potrebbe essere una contestazione giudiziale che renderebbe vano lo scopo conciliativo della mediazione e comporterebbe un notevole aggravio di spese nonché una situazione di incertezza.
Lo stesso procedimento potrebbe essere utilizzato per il riconoscimento di diritti reali, per esempio di servitù su un fondo, risparmiando i tempi e i denari delle cause giudiziali.

(photo credit: Photo by rawpixel.com - Unsplash)


 

Sull'autrice

FRANCESCA SALVIATO
Avvocato esercitante fra Varese e Busto Arsizio, ha accumulato esperienze in importanti studi legali e in aziende. Collabora tutt’ora con le cattedre di diritto privato dell’Università degli Studi dell’Insubria e dell’Università degli Studi di Milano.
Da alcuni anni ha fondato il suo studio legale e si occupa di tutela e trasmissione dei patrimoni familiari e delle piccole imprese fornendo consulenza a tutto tondo sulla gestione patrimoniale.

www.studiolegalesalviato.com