ROGITI AL TEMPO DEL CORONA VIRUS

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Questa epidemia ci ha colti all’improvviso, impreparati e ha fermato il tempo, imprimendo la nostra quotidianità in una Polaroid inaspettata.

Le persone che fino a prima dell’8 marzo vivevano la loro quotidianità, stipulavano contratti, compravano e vendevano immobili, improvvisamente hanno dovuto fermare tutto un meccanismo che aveva già preso avvio, creando non pochi disagi. A creare ulteriore confusione c’è anche la incerta gestione dell’apertura delle attività: cantieri aperti da settimane, ristrutturazioni riprese da poco, agenzie immobiliari appena riaperte ma … notai che non si sono mai fermati (su quasi tutto il Territorio nazionale).

Questo rende, di fatto, possibile l’adempimento dei preliminari.

Il contratto preliminare, infatti, impegna chi lo stipula a sottoscrivere il successivo definitivo cosa che, alla presenza del Notaio, è possibile fare. Ciò che (ancora) non è, però, possibile fare è consegnare la disponibilità dell’immobile compravenduto generando un inadempimento assai grave che potrebbe comportare addirittura la risoluzione dell’intera operazione. Vediamo un esempio: un soggetto aveva stipulato un preliminare per la vendita della propria abitazione con rogito previsto durante la quarantena e contestuale consegna delle chiavi e liberazione dell’immobile. Il Notaio è rimasto sempre aperto, quindi è possibile rogitare (in condizioni di sicurezza) ma…

  • Potrebbe non essere possibile lasciare l’abitazione perché i venditori staranno, presumibilmente, vivendo questa prima fase post-quarantena proprio in quell’immobile.
  • I venditori possono ristrutturare l’immobile, ma con inevitabili ritardi dovuti al fatto di non aver potuto procedere prima.
  • I venditori non hanno avuto modo di cercare delle soluzioni alternative né in vendita né in locazione.
  • I compratori, d’altro canto, magari avevano già ottenuto un mutuo e disdetto il loro contratto di locazione o promesso di liberare l’immobile che, a loro volta avevano venduto.

La mancata consegna delle chiavi o la messa a disposizione dell’immobile compravenduto è un gravissimo inadempimento che può causare la perdita dell’acquirente. Si è, quindi, venuto a creare un circolo vizioso – per lo più ignorato dai provvedimenti urgenti legislativi – che rischia di inceppare un ingranaggio fondamentale dell’economia nazionale quale è la compravendita immobiliare.

Le previsioni dei professionisti sul futuro di questo settore, in realtà, si dividono in due correnti di pensiero: chi ritiene che la crisi non sarà comunque paragonabile a quella già vissuta nel 2008 che, per la vendita di immobili, era stata una vera ecatombe e chi, invece, pensa che il potere d’acquisto delle famiglie sarà talmente ridotto che, unito alla minore disponibilità delle banche a concedere mutui, creerà una forte scossa nel settore, con una significativa diminuzione dei prezzi degli immobili.

 

 

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Sull'autrice

AVV. FRANCESCA SALVIATO
Avvocato esercitante fra Varese e Busto Arsizio, ha accumulato esperienze in importanti studi legali e in aziende. Collabora tutt’ora con le cattedre di diritto privato dell’Università degli Studi dell’Insubria e dell’Università degli Studi di Milano.
Da alcuni anni ha fondato il suo studio legale e si occupa di tutela e trasmissione dei patrimoni familiari e delle piccole imprese fornendo consulenza a tutto tondo sulla gestione patrimoniale.

www.studiolegalesalviato.com

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